Europa: siamo alla guerra fredda?

Gli equilibri mondiali sembrano sempre più vacillare, tra gli attentati terroristici in nome dell’Isis, le minacce nucleari di Kim Yong un, si percepisce un’aria di pericolo in tutto il mondo. Una situazione che però sembra riguardare l’Europa più da vicino, è il conflitto che si misura ai confini tra i paesi europei e quelli della Federazione russa.

La questione è molto spinosa tant’è che è più di un anno che si cerca una risoluzione pacifica che però non sembra arrivare. Infatti, dall’11 settembre 2017, in Ucraina si stanno esercitando i soldati provenienti da ben quindici paesi NATO compresi gli Stati Uniti, mentre in Bielorussia sono stati schierati 12.700 soldati delle truppe bielorusse e russe. Questo è solo l’inizio di un conflitto che potrebbe determinare un passaggio da una nuova guerra fredda, ad un vero e proprio conflitto militare.

Infatti, secondo le agenzie internazionali, entro Ottobre, la Russia potrebbe attivare l’operazione Zapad, che prevede l’impiego di circa centomila soldati in tutto.

Il conflitto nasce principalmente a causa della Russia e del suo governo che pensa che se che la Nato voglia estendere i suoi confini sino alle frontiere russe, accettando la richiesta d’ingresso all’interno dell’alleanza dei paesi dell’Ex-Urss.

Gli equilibri si sono già incrinati tra Russia e Europa, basti pensare alla guerra che si è tenuta nell’est dell’Ucraina l’anno scorso e che ha portato diversi morti e tantissimi sfollati. Questo perché la Russia oltre a voler allontanare i paesi del patto Nato dai suoi confini, desidera in realtà anche “riprendere” il potere nei suoi vecchi continenti, attraverso un nuovo patto, che non permetta così all’Ucraina e agli altri paesi baltici di entrare a far parte della Nato.

Entrambi i fronti sembrerebbero pronti ad entrare in guerra se non avverrà prima un accordo che possa accontentare non solo i governi baltici e quelli del patto Nato, ma anche il governo della federazione Russa. Per evitare un conflitto armato, sicuramente bisognerà avviare un negoziato che porti cooperazione e che garantisca la sicurezza dell’Ucraina, Moldavia, Bielorussia e della Georgia. Con un buon accordo questi paesi cuscinetto potrebbero realmente diventare un ponte per la collaborazione tra l’Unione Europea, i Paesi Nato e la Federazione Russa.